I
Prima area: diritto amministrativo sostanziale
Le lezioni di diritto amministrativo sostanziale costituiscono la base portante del corso. L'obiettivo non è ripetere l'intero manuale, ma ricostruire gli istituti che il candidato deve saper utilizzare nella prova: principi costituzionali ed eurounitari, funzione amministrativa, procedimento, provvedimento, discrezionalità, invalidità, autotutela, accesso, trasparenza, contratti pubblici, beni pubblici, servizi pubblici, edilizia, urbanistica, ambiente, pubblico impiego e responsabilità.
La trattazione è selettiva e funzionale. Ogni istituto viene studiato non per definizione, ma per conseguenza: quali poteri attribuisce, quali limiti impone, quali garanzie attiva, quali vizi produce, quale sindacato consente, quale tutela abilita. Il candidato viene così allenato a collegare il dato normativo alla struttura del motivo di ricorso e alla possibile ratio decidendi.
II
Seconda area: diritto privato
Le lezioni di diritto privato sono costruite per il concorso TAR non come modulo separato e astratto. Il diritto privato viene studiato nelle sue categorie fondative e nelle sue interferenze con l'azione amministrativa: soggetti, situazioni giuridiche, obbligazioni, contratto, responsabilità, proprietà, possesso, beni, garanzie, enti, impresa e rimedi. La funzione del modulo è fornire al candidato la capacità di riconoscere quando la controversia amministrativa presuppone categorie privatistiche e quando tali categorie incidono su giurisdizione, legittimazione, interesse, merito o dispositivo.
Il candidato TAR incontra il diritto privato nei contratti della pubblica amministrazione, nelle concessioni, nei rapporti patrimoniali, nella responsabilità da comportamento, nelle occupazioni illegittime, nei beni pubblici e privati, nei rapporti con società partecipate, nelle procedure concorsuali, nei servizi pubblici e nelle azioni risarcitorie. Per questa ragione il modulo privilegia le categorie ad alta resa concorsuale e le connette costantemente alla tutela giurisdizionale.
III
Terza area: diritto tributario
Le lezioni di diritto tributario sono amalgamate nel corso TAR ordinario perché il giudice amministrativo deve conoscere il potere impositivo nella sua struttura pubblicistica, i principi costituzionali ed eurounitari che lo regolano, il procedimento di accertamento e riscossione, le sanzioni, i tributi locali, i rapporti tra amministrazione finanziaria, enti territoriali, contribuente e giurisdizioni. Il modulo non mira a sostituire la preparazione tributaria specialistica, ma a fornire una base tecnica ordinata e utilizzabile nel concorso.
Il diritto tributario viene letto come settore di esercizio del potere pubblico nel quale legalità, capacità contributiva, imparzialità, motivazione, contraddittorio, proporzionalità, affidamento e tutela effettiva assumono particolare intensità. Il candidato impara a distinguere il profilo sostanziale del tributo, il procedimento di imposizione, la riscossione, il regime sanzionatorio e il riparto di giurisdizione, con particolare attenzione alle intersezioni con il diritto amministrativo.
IV
Quarta area: prova pratica TAR e tecnica della sentenza
Le lezioni dedicate alla prova pratica costituiscono il cuore applicativo del corso. La prova pratica non è un tema mascherato, ma una forma di scrittura giudiziale. Richiede al candidato di assumere la posizione del giudice amministrativo di primo grado, ricostruire il rapporto processuale, verificare giurisdizione e competenza, controllare ricevibilità, ammissibilità, contraddittorio, interesse e legittimazione, selezionare i motivi dirimenti e redigere una motivazione coerente con il dispositivo.
Il corso procede per architetture decisorie. La sequenza stabile è: dalla traccia al rito, dal rito al merito, dal merito alla motivazione, dalla motivazione al dispositivo. Il candidato viene allenato a rispettare l'ordo quaestionum, a utilizzare la ragione più liquida nei limiti propri del processo amministrativo, a governare l'assorbimento senza violare l'art. 34, comma 2, c.p.a., a rilevare le questioni d'ufficio nel rispetto dell'art. 73, comma 3, c.p.a. e a rispettare il criterio dell'ordine di decisione desumibile dagli artt. 76, comma 4, c.p.a. e 276, comma 2, c.p.c.